Ho incontrato una rossa come non ne vedevo da tempo. Liscia, vellutata...
Piena di ossidi di ferro...
Sto parlando di una terra, naturalmente.
Era lì a qualche chilometro da Shashemane, non la considerava nessuno, così
sono andato a fare due chiacchiere con lei. Così ho scoperto che è argillosa ma
ha anche tanta sabbia, dunque dovrebbe andare bene per fare blocchetti crudi, o
al limite stabilizzati con cemento o calce.
Io però non ho mai approcciato una rossa... sarà meglio offrirle del cemento
o della calce?
In quali percentuali? Qualcuno che ha un manuale sotto mano mi dice
qualcosa?
Ad occhio io direi che questa terra ha un 25% di argilla, e poi una curva
granulometrica standard, fino a ciotoli di 2-3 cm.
E questa era la prima cosa. La seconda invece riguarda i forni solari.
Il buon Yisahak (ricorderete, il presidente di 13 Sunshine) mi ha portato il
progetto di un forno solare fatto nei pressi di Asella qualche anno fa, e poi
abbandonato al suo destino.
E' fatto di lamiera piegata come un origami (spiegarsi senza disegni è
difficile...) a pianta quadrata prospetto a trapezio rovesciato con gli angoli
acuti di circa 70 gradi.
Uno dei quattro lati trapezi è apribile, incernierato in basso, orientabile a
seconda dell'ora del giorno. Gli altri tre sono fissi.
A me pare una buona idea e lo proverò.
Però vorrei anche farne un altro in lamiera, proprio a forma di parabola.
Significa che devo partire da una lamiera sagomata a cerchio (o esagono, o
ottagono) e poi tagliarla radialmente con un tracciato particolare, tipo petali
di fiore, di forma tale che poi si possa piegare e -con qualche saldatura o
qualche bullone- prendere la forma di paraboloide di rotazione.
Servirebbe un geometra tipo il Prof. Ferrari di Architettura o un genio della
geometria descrittiva come quello straordinario professore di Ingegneria
chiamato Guido Guidano...
Sarebbe semplicemente meraviglioso se qualcuno un giorno mi mandasse un dwg
(file autocad) con il disegno piano di questo fiore, con le curvature studiate
in maniera tale che il paraboloide finale abbia un'altezza pari a metà del
diametro maggiore (mi pare che in questo modo il fuoco della parabola finisca
esattamente alla quota del diametro maggiore).
Ho grossa difficoltà a mandare fotografie, ma uno di questi giorni ne
rimpicciolisco 3 o 4 e vi mostro i primi passi di quello che stiamo facendo.
Per ora vi basti sapere che a Ropi c'è una casa in blocchi di terra a cui
mancano solo 3 righe di mattoni ed il tetto, mentre a Shashemane c'è un grosso
parabolone di cemento in costruzione (che farà da stampo per dei forni di terra-
paglia) e 4 blocchetti fatti con la rossa di cui sopra e terra normale in
diverse percentuali. I primi semini di questo lavoro.
PS: ma come diavolo si dice “vetroresina” in inglese???
Piena di ossidi di ferro...
Sto parlando di una terra, naturalmente.
Era lì a qualche chilometro da Shashemane, non la considerava nessuno, così
sono andato a fare due chiacchiere con lei. Così ho scoperto che è argillosa ma
ha anche tanta sabbia, dunque dovrebbe andare bene per fare blocchetti crudi, o
al limite stabilizzati con cemento o calce.
Io però non ho mai approcciato una rossa... sarà meglio offrirle del cemento
o della calce?
In quali percentuali? Qualcuno che ha un manuale sotto mano mi dice
qualcosa?
Ad occhio io direi che questa terra ha un 25% di argilla, e poi una curva
granulometrica standard, fino a ciotoli di 2-3 cm.
E questa era la prima cosa. La seconda invece riguarda i forni solari.
Il buon Yisahak (ricorderete, il presidente di 13 Sunshine) mi ha portato il
progetto di un forno solare fatto nei pressi di Asella qualche anno fa, e poi
abbandonato al suo destino.
E' fatto di lamiera piegata come un origami (spiegarsi senza disegni è
difficile...) a pianta quadrata prospetto a trapezio rovesciato con gli angoli
acuti di circa 70 gradi.
Uno dei quattro lati trapezi è apribile, incernierato in basso, orientabile a
seconda dell'ora del giorno. Gli altri tre sono fissi.
A me pare una buona idea e lo proverò.
Però vorrei anche farne un altro in lamiera, proprio a forma di parabola.
Significa che devo partire da una lamiera sagomata a cerchio (o esagono, o
ottagono) e poi tagliarla radialmente con un tracciato particolare, tipo petali
di fiore, di forma tale che poi si possa piegare e -con qualche saldatura o
qualche bullone- prendere la forma di paraboloide di rotazione.
Servirebbe un geometra tipo il Prof. Ferrari di Architettura o un genio della
geometria descrittiva come quello straordinario professore di Ingegneria
chiamato Guido Guidano...
Sarebbe semplicemente meraviglioso se qualcuno un giorno mi mandasse un dwg
(file autocad) con il disegno piano di questo fiore, con le curvature studiate
in maniera tale che il paraboloide finale abbia un'altezza pari a metà del
diametro maggiore (mi pare che in questo modo il fuoco della parabola finisca
esattamente alla quota del diametro maggiore).
Ho grossa difficoltà a mandare fotografie, ma uno di questi giorni ne
rimpicciolisco 3 o 4 e vi mostro i primi passi di quello che stiamo facendo.
Per ora vi basti sapere che a Ropi c'è una casa in blocchi di terra a cui
mancano solo 3 righe di mattoni ed il tetto, mentre a Shashemane c'è un grosso
parabolone di cemento in costruzione (che farà da stampo per dei forni di terra-
paglia) e 4 blocchetti fatti con la rossa di cui sopra e terra normale in
diverse percentuali. I primi semini di questo lavoro.
PS: ma come diavolo si dice “vetroresina” in inglese???
postato da: africano alle ore 13:50 | Permalink | commenti (9)
categoria:aggiornamenti settimanali, forni solari, case di terra
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