sabato, 17 gennaio 2009
Ho incontrato una rossa come non ne vedevo da tempo. Liscia, vellutata...
Piena di ossidi di ferro...
Sto parlando di una terra, naturalmente.
Era lì a qualche chilometro da Shashemane, non la considerava nessuno, così
sono andato a fare due chiacchiere con lei. Così ho scoperto che è argillosa ma
ha anche tanta sabbia, dunque dovrebbe andare bene per fare blocchetti crudi, o
al limite stabilizzati con cemento o calce.
Io però non ho mai approcciato una rossa... sarà meglio offrirle del cemento
o della calce?
In quali percentuali? Qualcuno che ha un manuale sotto mano mi dice
qualcosa?
Ad occhio io direi che questa terra ha un 25% di argilla, e poi una curva
granulometrica standard, fino a ciotoli di 2-3 cm.

E questa era la prima cosa. La seconda invece riguarda i forni solari.
Il buon Yisahak (ricorderete, il presidente di 13 Sunshine) mi ha portato il
progetto di un forno solare fatto nei pressi di Asella qualche anno fa, e poi
abbandonato al suo destino.
E' fatto di lamiera piegata come un origami (spiegarsi senza disegni è
difficile...) a pianta quadrata prospetto a trapezio rovesciato con gli angoli
acuti di circa 70 gradi.
Uno dei quattro lati trapezi è apribile, incernierato in basso, orientabile a
seconda dell'ora del giorno. Gli altri tre sono fissi.
A me pare una buona idea e lo proverò.
Però vorrei anche farne un altro in lamiera, proprio a forma di parabola.
Significa che devo partire da una lamiera sagomata a cerchio (o esagono, o
ottagono) e poi tagliarla radialmente con un tracciato particolare, tipo petali
di fiore, di forma tale che poi si possa piegare e -con qualche saldatura o
qualche bullone- prendere la forma di paraboloide di rotazione.
Servirebbe un geometra tipo il Prof. Ferrari di Architettura o un genio della
geometria descrittiva come quello straordinario professore di Ingegneria
chiamato Guido Guidano...
Sarebbe semplicemente meraviglioso se qualcuno un giorno mi mandasse un dwg
(file autocad) con il disegno piano di questo fiore, con le curvature studiate
in maniera tale che il paraboloide finale abbia un'altezza pari a metà del
diametro maggiore (mi pare che in questo modo il fuoco della parabola finisca
esattamente alla quota del diametro maggiore).

Ho grossa difficoltà a mandare fotografie, ma uno di questi giorni ne
rimpicciolisco 3 o 4 e vi mostro i primi passi di quello che stiamo facendo.

Per ora vi basti sapere che a Ropi c'è una casa in blocchi di terra a cui
mancano solo 3 righe di mattoni ed il tetto, mentre a Shashemane c'è un grosso
parabolone di cemento in costruzione (che farà da stampo per dei forni di terra-
paglia) e 4 blocchetti fatti con la rossa di cui sopra e terra normale in
diverse percentuali. I primi semini di questo lavoro.


PS: ma come diavolo si dice “vetroresina” in inglese???
postato da: africano alle ore 13:50 | Permalink | commenti (9)
Commenti
#1    19 Gennaio 2009 - 10:26
 
Fiberglass, direi. Ma ti vuoi comprare una canoa?!
utente anonimo

#2    19 Gennaio 2009 - 11:44
 
L'idea della canoa non e' male... ma in realta' pensavo a un modello di forno solare con parabola in vetroresina. Ne avevo visto uno fatto cosi', non male...
utente anonimo

#3    20 Gennaio 2009 - 10:56
 
vetroresina dovrebbe dirsi fibreglass. bella la foto di casa tua a Shashemane by night! buon lavoro!
utente anonimo

#4    20 Gennaio 2009 - 19:23
 
ciao luenzu.. che bello avere tue notizie..anche se solo virtuali..salutami tanto tutti i ragazzi..in particolare wende, eprhem e i due piccoli..abbracciali per me..
per quanto riguarda la rossa..trattala con i guanti..quindi niente stabilizzazione..ma se proprio devi vista l'argillosità si consiglia la calce..un abbraccio pede
utente anonimo

#5    21 Gennaio 2009 - 10:05
 
ciao lollo sono picchio, belin è difficilissimo usare sta roba moderna , sti blog. per l' approccio con la rossa consiglio anke io l' uso di preservativo o alla mal parata guanti da lavare i piatti (si dice che abbiano anke un ottimo effetto stimolante per lei.....)
kakkio hai un blog veramente! pensavo di farmene uno anke io ma non dirlo a nessuno, sai che per me 2 persone son già troppe.
come sei andato via qui è scoppiata una tormenta di neve che sembrava di essere in canada.
ps visto che qua in italia si sono tutti rincoglioniti e bqsta che nevichi in piemonte e chiedono lo stato di calamità (della serie che i tetti non reggono perchè GLI ARCHITETTI si sono scordati che in piemonte nevica e la neve pesa) vedi di dimensionare in maniera adeguata tutte la tue capannine dello zio tom, senno invece del progresso ottieni il rincoglionimento di una nazione.
funcia imperat!
ciao , un abbraccio.
utente anonimo

#6    21 Gennaio 2009 - 17:13
 
Caro lorenzo concordo con pede sull'uso della calce ben maturata utilizzando come solvente l'acqua di calce e non l'acqua pura. Stiamo studiando con Elisabetta le possibili tipologie e gli schemi aggregativi. Servirebbe il diametro max dei cestoni da impiegare nelle coperture.
Saluti da quello che conosciuto crea il desiderio di andare a lavorare in Africa.
utente anonimo

#7    23 Gennaio 2009 - 11:30
 
difficilissimo dare un diametro massimo: provate voi a fare un'ipotesi progettuale cercando di minimizzare il diametro, io poi provo a farlo e vi dico se ci sono rimasto sotto o se regge! (grazie)

L
utente anonimo

#8    26 Gennaio 2009 - 13:05
 
Belin, avevo letto i commenti un po' alla svelta e mi era sfuggito chi era, quello che "conosciuto, fa venir voglia di lavorare in africa"!!!
Che onore averla su questo blog!
A presto Prof... qui, o li'!!!
utente anonimo

#9    13 Febbraio 2009 - 13:10
 
Ciao Lorenzo, sono Mirko.
Ho trovato un foglio excel in italiano per il dimensionamento di questi paraboloidi riflettenti, questo è il link dove si scarica:

http://www.avventurosamente.it/vb/downloads.php?do=file&id=8

(se hai risolto il problema degli allegati posso anche mandartelo via mail)

mi è sembrato abbastanza attendibile...

Spero che ci vedremo ad agosto, nel frattempo mi tengo aggiornato sulle attività (complimenti x il blog!)

Bless!
Mirko.

utente anonimo

Commenti

categoria:aggiornamenti settimanali, forni solari, case di terra